La petizione

Sai Chi Voti è una campagna che si pone l’ambizioso obiettivo di aiutare gli elettori a selezionare una classe politica competente e trasparente, liberando le nostre città da corruzione, clientelismo e conflitti d’interessi.

Per farlo, vogliamo promuovere la cultura e la pratica della trasparenza, strumento efficace per contrastare il malaffare e ripristinare il legame di fiducia tra cittadini e istituzioni.
Per questo, attraverso la campagna Sai Chi Voti, chiediamo un impegno volontario di trasparenza ai candidati sindaco dei 34 principali comuni italiani al voto (città capoluogo e comuni non capoluogo con popolazione superiore a 50mila abitanti) nelle amministrative 2017. Lo abbiamo fatto anche nel 2016 (guarda com’è andata qui) e lo continueremo a fare ad ogni tornata elettorale.

Ai candidati sindaco chiediamo di rendere pubblici sul web – fin da subito – il loro curriculum vitae (indicando con chiarezza le competenze e gli incarichi assunti), lo status giudiziario e una dichiarazione sui potenziali conflitti d’interessi.
Inoltre, chiediamo loro tre impegni:

  • pubblicare i dati relativi ai finanziamenti ottenuti in campagna elettorale in un’apposita sezione del loro sito web (indicandoci il link) o, alternativamente, sulla loro scheda personale su saichivoti.it, avendo cura di tenerla in costante aggiornamento.

  • in caso di elezione,adottare – entro i primi 100 giorni dalla formazione della giunta – le audizioni pubbliche quale metodo per poter procedere alla nomina dei vertici aziendali e di controllo di società partecipate, enti, fondazioni, etc., la cui designazione spetta al sindaco;   

  • in caso di elezione, predisporranno e manterranno in costante aggiornamento la propria Agenda pubblica degli incontri con i portatori di interessi e imporranno tale obbligo anche ai loro assessori. 

Ecco nel dettaglio ciò che chiedono le associazioni promotrici della campagna Sai Chi Voti ai candidati a sindaco delle 34 principali città italiane al voto nel 2017

 

1. Curriculum vitae

Chiunque voglia essere assunto per un lavoro deve presentare il proprio CV: un documento sintetico che riassume la formazione, le principali esperienze lavorative e gli eventuali incarichi pubblici ricoperti dal candidato.
Abbiamo chiesto ai candidati a sindaco di fare altrettanto: per esercitare il diritto di voto in modo libero e consapevole, i cittadini hanno bisogno di conoscere non soltanto i volti, ma anche le competenze e le esperienze maturate da chi aspira a governare le nostre città.

 

2. Status giudiziario

“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore” (articolo 54 della Costituzione italiana). Per poter scegliere in modo consapevole ed evitare di affidare l’amministrazione dei beni pubblici a persone poco affidabili, chiediamo ai candidati a sindaco di rendere noto il loro  status giudiziario: eventuali avvisi di garanzia, carichi pendenti, condanne.

 

3. Conflitto d'interessi

Avere potenziali conflitti d’interessi non è di per sé un crimine o un disonore. L’importante è essere trasparenti e dichiarare le circostanze in cui gli interessi personali o dei propri familiari potrebbero entrare in conflitto con quelli pubblici. Ogni cittadino ha il diritto di conoscerli, per poter vigilare sui propri amministratori.

 

4. Audizioni pubbliche

Troppe volte abbiamo visto nominare ai vertici di società partecipate o aziende pubbliche persone incompetenti, scelte non sulla base del merito ma secondo logiche clientelari o di appartenenza politica. 
Per questo chiediamo ai candidati di sottoscrivere un impegno: entro i primi 100 giorni dalla designazione della giunta, attraverso una modifica del regolamento comunale, introdurranno il metodo delle audizioni pubbliche per tutte le nomine di competenza dell’amministrazione comunale in aziende partecipate, enti, fondazioni, etc.

Un sindaco virtuoso ascolta i cittadini

In particolar modo, abbiamo preparato una proposta di indirizzo, che può essere un esempio da cui i futuri sindaci possono partire o ispirarsi per introdurre le audizioni pubbliche:

  • Proponiamo che almeno 60 giorni prima dell’audizione pubblica siano pubblicati online sul sito del Comune i curriculum vitae dei candidati alla guida di aziende partecipate, enti, fondazioni partecipate insieme a una autodichiarazione sullo status penale e sui potenziali conflitti d’interessi.
  • Proponiamo che sia sancito l’obbligo di indire pubblicamente, almeno 30 giorni prima, una o più sedute di audizione pubblica dei candidati, aperte ai cittadini, alla stampa e alle organizzazioni della società civile. A ogni candidato potranno essere poste domande utili al fine di conoscerne il profilo professionale e politico (non personale), la condotta nell'esercizio di altre cariche ricoperte in precedenza, l’esistenza di conflitti di interessi, status giudiziario, nonché obiettivi o strategie riguardanti l'adempimento del mandato.
  • Proponiamo che il regolamento delle audizioni consenta all'istituzione nominante di valutare la pertinenza delle domande rivolte ai candidati e di consentire al candidato di non rispondere nel caso la domanda venga giudicata inammissibile.
  • Proponiamo che dell'audizione pubblica venga redatto apposito verbale da pubblicare online e da allegare all'atto di nomina.

 

5. Agenda pubblica degli incontri con i portatori di interesse

È importante che i cittadini abbiano la possibilità di monitorare l’operato dei loro amministratori, a partire dagli incontri con i portatori d’interesse. Perciò, chiediamo che i futuri sindaci rendano pubblica l’agenda dei loro incontri e quella dei membri della giunta, perché è giusto che i loro concittadini sappiano chi influenza le decisioni pubbliche, su quali temi e presentando quale documentazione.

 

6. Pubblicazione dei dati relativi ai finanziamenti elettorali

Chi finanzia un candidato lo fa perché ne ha stima o perché ne condivide il programma; c’è anche chi lo fa perché spera di ricavarne un tornaconto personale. Vogliamo conoscere i dati sui finanziamenti ai candidati a sindaco per sapere chi sostiene la loro campagna elettorale e vigilare sull’indipendenza dei nostri futuri amministratori. Chiediamo, dunque, che tutti i candidati si impegnino a pubblicare i dati relativi ai finanziamenti elettorali ricevuti in un’apposita sezione del loro sito web (segnalando  il link) o della loro pagina personale su saichivoti.it, avendo cura di tenerla in costante aggiornamento.

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