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Alle elezioni Comunali 2016 il candidato ha reso trasparente la sua candidatura pubblicando/dichiarando:

Curriculum
vitae

Età: 38 anni

Professione attuale

Fotografo

Più significativa attività professionale passata

Fotografo

Percorso di studi

Diplomato al liceo scientifico Fermi

Curriculum Vitae

Scarica il CV completo

Status
giudiziario
Procedimenti presso giurisdizione penale, civile, contabile. Condanne o carichi pendenti

Nessuno

Conflitti
d’interessi
Rapporti professionali remunerati con il comune in cui è candidato

Nessuno

Possesso di quote societarie

Nessuno

Appartenenza ad organizzazioni non-profit

Socio della Associazione Rousseau

Ruoli pubblici o politici ricoperti in passato

Consigliere comunale nel comune di Bologna

Audizioni
pubbliche

Il candidato si impegna ad adottare – entro i primi 100 giorni dalla formazione della sua giunta – le audizioni pubbliche quale metodo per poter procedere alla nomina dei vertici aziendali e di controllo di società partecipate, enti, fondazioni, etc. la cui designazione spetti all’amministrazione comunale.

Programma
Impegni in materia di anticorruzione e trasparenza

Programma elaborato insieme ad IVAN CICCONI, futuro assessore del M5S di Bologna in caso di vittoria di Bugani. Ivan Cicconi, esperto nazionale di appalti pubblici e presidente di Itaca (istituto per la trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale), organo tecnico della conferenza dei presidenti delle regioni, che collabora attivamente su questi temi con Libera e Avviso Pubblico.

TRASPARENZA, LEGALITÀ E POLITICA INDUSTRIALE NELLA GESTIONE DEL CICLO DEI CONTRATTI PUBBLICI E DELLE SOCIETÀ PARTECIPATE
Vogliamo garantire tre obbiettivi, fino ad oggi totalmente disattesi dalle Giunte che hanno amministrato il Comune di Bologna.

1) Massima trasparenza sul “che cosa”, “come” e “a chi” sono affidati i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, e sulla loro corretta esecuzione, per garantire la legalità nella gestione di tutto il ciclo del contratto pubblico. La trasparenza di tutti gli atti relativi all'affidamento ed alla gestione degli appalti e delle concessioni, è assunta come condizione essenziale per contrastare le mafie, la corruzione, il lavoro nero e grigio e per garantire la concorrenza e la qualità dei lavori, servizi e forniture.


2) Verifica della utilità delle società controllate o partecipate dal Comune. Per le società utili o funzionali al perseguimento di obbiettivi sociali ed economici collettivi, garanzia della massima trasparenza e della competenza nel sistema delle nomine degli amministratori e del management delle stesse.
Domande alle quali si darà una risposta puntuale attraverso specifiche norme che saranno inserite nello Statuto Comunale:

a) Chi controlla l’operato delle strutture e delle società,

b) chi assegna obiettivi, budget e risorse finanziarie,

c) chi controlla il loro raggiungimento, l’operato degli amministratori e decide i loro compensi.


3) Le concessioni e gli appalti di lavori, servizi e forniture saranno gestite in modo da garantire una effettiva e leale concorrenza. Nel quadro di una consapevole e trasparente politica industriale, le procedure di affidamento dei contatti saranno gestite in modo da garantire la partecipazione della piccola e media impresa (anche in applicazione delle direttive europee sui contratti pubblici in via di recepimento nelle norme nazionali).



Trasparenza nel ciclo dei contratti pubblici
Il Comune di Bologna renderà obbligatoria, con tanto di introduzione di sanzioni specifiche nei documenti contrattuali, l’applicazione di norme fino ad oggi disattese (Comma 1, ultimo periodo, art. 118, Dlgs 163/2006, Comma 1, art.3, l. 136/2010, Comma 9, art.3, l. 136/2010, Comma 1 dell'articolo 1 del Dlgs 33/2013)
● Obbligo per la Stazione appaltante della pubblicazione sul proprio sito informatico, definito profilo di committente, ai sensi di quanto previsto dal comma 35, dell'articolo 3 del D.Lgs 163/2006, nella sezione definita amministrazione trasparente, ai sensi di quanto previsto dall'art. 9 del Dlgs 33/2013, di tutti gli atti e le informazioni relative ad affidamenti di contratti di lavori, servizi e forniture di qualunque importo e con qualsiasi procedura affidati.

● Obbligo per gli operatori economici affidatari di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, del pieno rispetto di quanto previsto dal comma 11 dell'articolo 118 del Dlgs 163/2006 (informazione su tutti i sub contratti) e dal comma 1 dell'articolo 3 della legge 136/2010 (tracciabilità flussi finanziari). L'amministrazione aggiudicatrice, anche ai sensi del comma 9 dell'articolo 3 della legge 136/2010 verificherà che nei contratti sottoscritti dall'aggiudicatario con tutti i sub contraenti della filiera a qualsiasi titolo interessati ai lavori, ai servizi e alle forniture, a pena di nullità assoluta, sia presente il richiamo alla applicazione delle suddette norme. La mancata trasmissione delle informazioni di cui alle norme richiamate sarà soggetta alla applicazione di penali o sanzioni definite con il bando di gara e con il contratto.


Ci impegniamo inoltre a garantire che:
● le informazioni non sensibili trasmesse alla amministrazione aggiudicatrice dall'affidatario e dai suoi subcontraenti, nei modi e tempi definiti con il contratto, saranno pubblicate sul profilo committente dell'amministrazione aggiudicatrice e resi accessibili al pubblico per tutta la durata del contratto ed almeno fino al collaudo definitivo dello stesso. Tutte le informazioni pubblicate sul Profilo di Committente saranno pubbliche e l'accesso sarà reso possibile a chiunque ne faccia richiesta attraverso la semplice registrazione.

● La pubblicazione delle informazioni sulle filiere dei subcontratti sarà altresì conforme alle norme sulla accessibilità e con la pubblicazione in formato di tipo aperto ai sensi dell’articolo 68 del Codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e alla riutilizzabilità ai sensi del decreto legislativo 24 gennaio 2006, n.36, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196, senza ulteriori restrizioni diverse dall’obbligo di citare la fonte e di rispettarne l’integrità (come stabilito dall'art. 7 del Dlgs 33/2013).



Sistema delle nomine e legalità nelle società partecipate
Altra fonte di corruzione e comunque di mancanza di trasparenza e legalità è la gestione e le attività delle società, enti e fondazioni controllate o partecipate dal Comune.
Un argine a tale fenomeno, anche ai fini della garanzia della leale concorrenza e la limitazione della spartizione partitocratica nelle nomine, può essere dato dalla effettiva e puntuale applicazione di norme vigenti parimenti disattese e da una trasparente gestione del sistema delle nomine.
Ci impegniamo a garantire:
● La effettiva applicazione a tutte le società controllate o partecipate dal Comune dell'articolo 13 della legge 248/2006 (Norme per la riduzione dei costi degli apparati pubblici regionali e locali e a tutela della concorrenza), anche al fine di impedire la concorrenza sleale nei confronti della piccola e media impresa e delle professioni ()



Introdurremo nuove prassi anche con l'inserimento di nuove norme nello statuto del Comune che garantiscano:
● la qualità e la trasparenza nella nomina degli amministratori attraverso la pubblicazione di bandi per raccogliere le candidature di quanti ritengano di avere titoli e competenze per ricoprire i ruoli indicati, con la presentazione dei curricula a garanzia della loro professionalità e competenza in riferimento ai campi o settori di attività delle società nelle quali chiedono di essere nominati. La gestione della procedura di nomina on-line con la pubblicazione sul sito del Comune di tutte le richieste di nomina e dei relativi curricula.


● La definizione puntuale dei potenziali conflitti di interesse e delle situazioni di incompatibilità al momento della nomina o che intervenissero durante il mandato, contenente comunque le seguenti limitazioni. Non possono essere candidati i Consiglieri, i Presidenti e i membri del Collegio Sindacale nominati dal Comune ed in carica al momento della pubblicazione del bando, o chi negli ultimi tre anni sia stato eletto o si sia candidato in liste elettorali per le elezioni politiche o amministrative. Non possono essere candidati chi ha un rapporto di dipendenza o di collaborazione onerosa con il Comune o con gli enti e società per le quali il Comune è chiamato a nominare propri rappresentanti, o l’abbia avuto nei tre anni precedenti. Non è candidabile chi ha avuto una condanna in qualsiasi grado di giudizio e chi ha in corso un procedimento giudiziario per fatti gravi e comunque per illeciti con attinenza alla attività svolta dall’organo per il quale è espressa la candidatura .


● La definizione delle modalità con le quali le persone nominate, trasmettono annualmente al Consiglio Comunale una relazione scritta contenente: attività svolta, presenze alle sedute dell’organo, indennità totali percepite, valutazione delle attività svolte nell’anno di riferimento dall’ente, società o organismo nel quale è stato nominato; proposte per la definizione degli indirizzi per l’esercizio successivo. Tutte le relazioni sono pubblicate nella specifica sezione del sito del Comune.


● La definizione dei modi e tempi con i quali la giunta in occasione della sessione di bilancio, con uno specifico dossier, è tenuta a dare conto al Consiglio della attività svolta dalle sopra richiamate organizzazioni e dalle persone nominate con una specifica valutazione della utilità di ogni singola partecipazione, delle attività svolte e con la definizione di specifici indirizzi per i rappresentanti nominati o da nominare.



Politica industriale e piccole e medie imprese nei contratti pubblici
Le nuove direttive europee sugli appalti e concessioni (in corso di recepimento nell'ordinamento nazionale) contengono una rilevante attenzione alla piccola e media impresa (PMI).
Le direttive appalti e la stessa direttiva sulle concessioni lo dichiarano apertamente con i primi consideranda (Direttiva 2014/24/UE: ).
L'obbiettivo sotteso è quello di contrastare la tendenza ai grandi appalti, frutto di una aggregazione forzata ed ingiustificata delle prestazioni richieste, che sono appannaggio di operatori economici strutturati solo per gestire la ragnatela dei subcontratti affidati alla PMI.
Gli “appalti per lotti”, il “pagamento diretto dei subappaltatori” e la “trasparenza nei subappalti”, per citare le novità più significative proposte dalle direttive, vanno appunto in questa direzione.

Ci impegniamo a perseguire obbiettivi di politica industriale, considerando gli appalti e le concessioni come “strumenti basati sul mercato necessari alla realizzazione di una
crescita intelligente, sostenibile e inclusiva garantendo contemporaneamente l’uso più efficiente
possibile dei finanziamenti pubblici”, perseguendo:

● il superamento o la revisione di appalti e concessioni affidati o in affidamento con istituti contrattuali atipici quali i cosiddetti global service e project financing e comunque la riconduzione di questi alle definizioni non equivocabili date dalle direttive europee del contratto di appalto e del contratto di concessione.


Ci impegniamo a definire e condividere con le associazioni di rappresentanza della piccola e media impresa e delle professioni un protocollo con il quale siano fissati gli obbiettivi di politica industriale da perseguire con gli affidamenti dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture del Comune e delle società e fondazioni controllate o partecipate.

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