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Mai più voti sulla fiducia: i candidati si presentino in chiaro agli elettori

 

Quando si tratta di elezioni la trasparenza non dovrebbe essere un optional. Eppure in Italia funziona così: gli italiani che si recano le urne non hanno un modo certo e garantito per conoscere a fondo chi si candida a rappresentarli alla guida delle amministrazioni pubbliche.
Ti sei mai chiesto che formazione ha l'aspirante sindaco o consigliere della tua città? Che ruoli lavorativi ha ricoperto, se ha dei precedenti giudiziari o dei potenziali conflitti di interessi?
Non si tratta di domande mosse da voyerismo ma di lecita volontà di dare spessore a un volto bidimensionale che appare sui manifesti, di cui spesso sappiamo molto poco.

Per questi motivi Sai Chi Voti offre ai candidati la possibilità di presentarsi in chiaro agli elettori e ai cittadini quella di informarsi meglio su chi dovranno votare.
A poche settimane dalle Amministrative dell'11 giugno, i candidati dei principali comuni al voto sono inviati a rendere pubbliche sul sito alcune informazioni che riteniamo indispensabili per poterli valutare al meglio nel segreto dell'urna.

A cominciare da ciò che viene chiesto a chiunque voglia proporsi per un qualsiasi altro lavoro: il curriculum vitae. Per esercitare il diritto di voto in modo libero e consapevole, infatti, i cittadini hanno bisogno di conoscere non soltanto i volti, ma anche le competenze e le esperienze maturate da chi aspira a governare le nostre città. Perché all'aspirante barista, ingegnere, giornalista, commessa viene chiesto e all'aspirante sindaco no?

Inoltre, per poter scegliere in modo consapevole ed evitare di mettere l’amministrazione dei beni pubblici nelle mani di persone poco affidabili, chiediamo ai candidati a sindaco di rendere noto il proprio status giudiziario indicando eventuali avvisi di garanzia, carichi pendenti, condanne. Liberissimi loro di candidarsi pur avendo precedenti di questo genere (la legge lo prevede) e altrettanto liberi siamo noi cittadini nella decisione di votarli o meno: basta essere chiari fin dal principio!

Ultimo ma non ultimo tra i tre impegni di trasparenza richiesti, la pubblicazione di un'autodichiarazione in merito ai propri potenziali conflitti di interesse. Averne non è di per sé un crimine o un disonore. L’importante è essere trasparenti e dichiarare le circostanze in cui gli interessi personali o dei propri familiari potrebbero entrare in conflitto con quelli pubblici. Ogni cittadino ha il diritto di conoscerli, per poter vigilare sui propri amministratori.

Sai Chi Voti inoltre chiede totale chiarezza sui finanziamenti ottenuti in campagna elettorale e di impegnarsi per l'istituzione dell'agenda pubblica degli incontri con i lobbisti e delle audizioni pubbliche, qualora eletti. Guarda tutte le richieste e firma la petizione

Informati sui candidati trasparenti della tua città >>

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