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Il giornalista candidato per documentare la malapolitica siciliana

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In questi anni credevamo di averle viste tutte, politici che comprano nutella con i soldi dei gruppi consiliari, sindaci arrestati per corruzione, candidati che promettono vulcani, ma ancora non sapevamo di qualcunoalcuno candidatosi allo scopo di per girare un film sulla politica. 

Il suo nome è Ismaele La Vardera, giornalista di 23 anni, ex iena, candidato alle elezioni amministrative a Palermo per il centrodestra e sostenuto da nomi di rilevanza nazionale come Meloni e Salvini. Dopo i risultati, che lo hanno visto arrivare quarto con il 2,26% dei voti, il ragazzo è balzato alle cronache nazionali: prima una rissa con un compagno di lista, poi la bufera mediatica scatenata dopo l’annuncio di un documentario sulla campagna elettorale. 

Una bufera che, inevitabilmente, porta con sé una pioggia di accuse sull’ipotetica discesa in campo per il solo scopo di mettersi in mostra e di sponsorizzare il suo film sulla politica locale palermitana. Vista così, non sembra proprio un bel gesto, ma subito è corsa in sua difesa la sorella che ha provato a spiegare le ragioni di questa azione: “Ismaele vuole solo aprire gli occhi del mondo sullo schifo dei retroscena politici siciliani. Chi non lo capisce è complice.”

Non si sono fatti attendere i commenti del coordinatore regionale di Noi con Salvini e di Giorgia Meloni, che accusano il ragazzo di aver ingannato i cittadini palermitani che gli hanno dato fiducia.
Poco fa, dopo ore di silenzio, arriva anche via Facebook il chiarimento del candidato, nel quale si sincera con i propri elettori riguardo l’autenticità della propria candidatura e dove aggiunge: 
"Durante questi mesi ho documentato la mia campagna elettorale e tutto quel che mi è successo. A risultato ottenuto - prosegue - ho incontrato tutte le persone coinvolte e ho chiesto loro se fossero disponibili ad entrare nel nostro racconto. Praticamente tutte mi hanno rilasciato il loro consenso tranne uno che stava nella mia lista che non l’ha presa affatto bene e m'ha mandato all’ospedale (Francesco Benigno, ndr). Che male c'è a rendere trasparente la politica?" 

Rimane quindi aperta questa bizzarra vicenda, della quale ancora non si può dire chi abbia torto e chi ragione, ma che probabilmente aiuterà a far luce sui meccanismi della politica palermitana. Di certo noi non ci stupiamo che La Vardera non avesse aderito alla nostra campagna sulla trasparenza alle elezioni, dato che la vicenda sarebbe probabilmente uscita allo scoperto prima del voto. 

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