La campagna

Sai Chi Voti è una campagna nata in occasione delle elezioni amministrative del giugno 2016, per rispondere all’esigenza di avere una classe politica pulita e trasparente.
L'idea che accomunava le diverse associazioni promotrici della campagna è che i cittadini devono poter scegliere chi amministra le loro città: corruzione, clientelismi, conflitti d’interessi e guai giudiziari devono rimanere fuori dall’urna elettorale. Troppe volte abbiamo scoperto tardi che il sindaco, assessore o consigliere comunale non aveva le giuste competenze per svolgere il ruolo che ricopriva, o era portatore di equivoci conflitti d’interesse che ne pregiudicavano l’operato.
E troppo spesso abbiamo assistito a nomine pubbliche fatte a porte chiuse, nate più da favoritismi e logiche di spartizione che dalle reali capacità di chi amministra e gestisce beni e servizi pubblici.

Sai Chi Voti è convinta che l’impegno alla trasparenza sia l’unico modo per contrastare il malaffare e ripristinare un legame di fiducia tra i cittadini e le istituzioni.
Per questo la campagna ha chiesto un impegno volontario di trasparenza ai candidati, che auspichiamo diventi presto un obbligo già dalle prossime elezioni. In questo senso ci siamo rivolti a tutte le forze politiche affinché approvino al più presto una legge nazionale che permetta agli elettori di conoscere chi aspira a governarli.

Ai candidati sindaco dei 30 principali comuni italiani al voto nelle amministrative 2016 abbiamo chiesto che fossero resi pubblici sul web il curriculum vitae, con competenze e incarichi espressamente indicati, lo status penale e una dichiarazione sui potenziali conflitti d’interesse.
In più abbiamo chiesto di sottoscrivere un impegno, ovvero che nel caso eletti si impegnassero ad approvare entro i primi 100 giorni dalla designazione della giunta il metodo delle audizioni pubbliche per le nomine di competenza comunale ai vertici di società, enti o consorzi.

Ecco come è andata allo scadere dei 100 giorni. Solo 2 sindaci su 12 hanno rispettato la promessa fatta agli elettori, introducendo per tempo il metodo delle audizioni.

 

Conoscere chi ci amministra è un diritto irrinunciabile dei cittadini.

 


 

Ecco più nel dettaglio cosa hanno chiesto le associazioni promotrici della campagna Sai Chi Voti ai candidati sindaco delle 30 principali città italiane al voto.

 

1. Curriculum vitae

Ovunque si voglia essere assunti per un incarico è necessario presentare il CV. Un documento sintetico che indichi la formazione, le principali esperienze lavorative e gli eventuali incarichi pubblici ricoperti.
Abbiamo chiestp ai candidati di fare altrettanto: siamo convinti che per esercitare il diritto di voto in modo libero e consapevole i cittadini debbano conoscere storia, competenze e incarichi passati di chi li governerà.

 

2. Status giudiziario

Non giudichiamo nessuno, ma crediamo che “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore” (art. 54 della Costituzione italiana). Per questo motivo  di rendere noti i propri rapporti con la giustizia, penale e amministrativa. Carichi pendenti, avvisi di garanzia, eventuali condanne ed ogni altra informazione che potrebbe anche in minima parte minare la fiducia tra cittadini e istituzioni.

 

3. Conflitto d'interessi

Avere potenziali conflitti d’interesse non è di per sé un crimine o un disonore. L’importante è essere trasparenti e dichiarare le circostanze in cui gli interessi personali o dei propri familiari potrebbero entrare in conflitto con quelli pubblici. Ogni cittadino deve poter sapere se c’è il rischio che interessi privati possano minacciare l’indipendenza del loro amministratore.

 

4. Audizioni pubbliche

Troppe volte abbiamo visto nominare ai vertici di società partecipate o aziende pubbliche persone incompetenti, scelte non per il merito ma sulla base di logiche clientelari.
Questa gestione opaca del potere va interrotta, per questo chiediamo ai candidati di sottoscrivere un impegno: entro i primi 100 giorni dalla designazione della giunta, attraverso una modifica del regolamento comunale, introdurre il metodo delle audizioni pubbliche per tutte le nomine dirigenziali di enti, consorzi o società.
Un sindaco virtuoso ascolta i propri cittadini.

In particolare modo, abbiamo preparato una proposta di indirizzo, che può essere un esempio da cui i futuri sindaci possono partire o ispirarsi per introdurre tali procedure di audizione pubblica:

  • Proponiamo che almeno 60 giorni prima dell’audizione pubblica siano pubblicati online sul sito del Comune i curricula dei candidati alla guida delle partecipate insieme a una autodichiarazione sullo status penale e sui potenziali conflitti di interessi.

  • Proponiamo che sia sancito l’obbligo di indire pubblicamente e almeno 30 giorni prima una o più sedute di audizione pubblica dei candidati che siano aperte ai cittadini, alla stampa e alle organizzazioni della società civile. A ogni candidato potranno essere poste domande utili al fine di conoscerne il profilo professionale e politico (non personale), la condotta nell'esercizio di altre cariche ricoperte in precedenza, la esistenza di eventuali conflitti di interesse, eventuali precedenti penali, nonché programmi, proposte, intenzioni, riguardanti l'adempimento del mandato.

  • Proponiamo che il regolamento delle audizioni consenta all'istituzione nominante di valutare la pertinenza delle domande rivolte ai candidati e di consentire al candidato di non rispondere nel caso la domanda venga giudicata inammissibile.

  • Proponiamo che dell'audizione pubblica venga redatto apposito verbale da pubblicare e diffondere online e da allegare all'atto di nomina.
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